Come organizzare il lavoro da casa

Da quando internet è entrato a far parte delle nostre vite, lavorare da casa è diventata un’opzione interessante per molte professioni. Altre  invece sono nate proprio grazie a internet come ad esempio i creatori di contenuti. Blogger e youtuber, per dirne un paio, fanno parte di questa categoria.

Beata te che lavori da casa! mi dicono ogni tanto. Certo, non devo uscire di casa ed è comodo soprattutto quando il tempo è pessimo. Non devo prendere auto o mezzi pubblici, non mi devo vestire e preparare per andare in ufficio dove magari ci sono colleghi stronzi e capi con le paturnie. Se avessi figli piccoli non dovrei neanche chiedere aiuto alla nonna o alla baby sitter. Chi lavora a casa sa benissimo che ci sono senz’altro dei pro ma anche tanti contro e uno di questi è, appunto, come organizzare il lavoro da casa occupando il tempo in modo produttivo e senza trascurare se stesse o la famiglia.

come organizzare il lavoro da casa

I pro possono diventare contro

Tutti i punti a favore nel lavorare da casa possono nascondere un lato negativo. Se è vero che non dovendo recarsi in un luogo di lavoro può far risparmiare tempo e denaro, è vero che il non avere un motivo per vestirsi, truccarsi e pettinarsi ti porta a vivere in tuta o addirittura in pigiama. Non avere colleghi non ti permette di avere relazioni sociali durante l’orario di lavoro, mancano le chiacchiere in pausa caffè, il confronto, lo scambio di idee. Quasi mai hai un riconoscimento del tuo lavoro da parte dei clienti, capita raramente un grazie e ancora più raro che un tuo articolo venga condiviso, cosa incomprensibile visto che si parla della loro azienda.

lavorare con il computer a casa

La postazione di lavoro spesso è il tavolo della cucina o del salotto e la casa è una continua fonte di distrazione. Tra un post e una mail magari carichi la lavatrice o fai il sugo e in questo modo la mente non ha la possibilità di staccare la spina e separare la vita privata da quella lavorativa. I figli vedono la mamma presente ma distante con la testa, le loro richieste di attenzione spesso vengono rifiutate e loro possono sentirsi respinti.

Non essendoci fisicamente una divisione lavoro/casa, la vita privata e professionale si mescolano tra loro e il rischio è di prendersi, e venir prese dal resto della famiglia, poco sul serio. Certo, bisogna sapersi organizzare ma è molto difficile pianificare, motivarsi da sole e mantenere gli orari che abbiamo fissato.  

lavorare-da-casa-con-i-figli

Trovare un luogo dove lavorare

Ammetto che mi manca molto avere un posto diverso da casa dove lavorare. Trovare un posto altrove anche solo per una mezza giornata sarebbe ottimo, la concentrazione migliora e si impiega la metà del tempo per scrivere un articolo. In Italia purtroppo non c’è la cultura a questo tipo di lavoro o ai freelance mentre all’estero esistono da sempre luoghi con prese di corrente al tavolo e internet gratuito dove puoi portare il tuo pc e lavorare tranquillamente al costo di un caffè, Starbucks in primis ma in quasi tutti i locali pubblici è così. Pensa che la Rowling ha scritto il primo Harry Potter seduta al bar di fronte all’asilo della figlia mentre aspettava l’orario di uscita, in Italia sarebbe stato impossibile. Stai al tavolo solo se consumi e prima te ne vai meglio è.

Coworking o uffici condivisi

Da un po’ di tempo in qualche città puoi trovare i coworking ma raramente hai la possibilità di avere uno spazio tuo. Puoi fare abbonamenti giornalieri, mensili o annuali e i costi non sono proibitivi, più o meno 15/20 euro al giorno che si riducono in caso di abbonamento. Un ottima soluzione sarebbe trovare altri freelance e condividere un ufficio, si spenderebbe più o meno la stessa cifra ma almeno hai una stanza tua dove poter lasciare alcune cose senza doverle ogni volta portare con te. Anzi, puoi trasferire tutto nel tuo ufficio e avere la casa libera da ogni cosa che riguardi il lavoro.

Ottime soluzioni senz’altro, avere una porta anche solo ipotetica che chiudi e una che apri che separano la vita lavorativa da quella privata sarebbe perfetto, ma se non è possibile come si fa? Si trovano metodi per organizzarsi come ha fatto Lauren Graham, sì proprio lei, Lorelai Gilmore di Una mamma per amica.

Come organizzare il lavoro da casa con il metodo Kitchen Timer

Molti non sanno che Lauren Graham è anche scrittrice e sceneggiatrice. Riscontrando anche lei dei problemi di concentrazione, organizzazione e di conseguenza produttività, ha trovato un suo metodo che ha chiamato appunto kitchen timer ovvero: tutti possono star seduti per un ora e produrre qualcosa. Questo metodo è ottimo per chi scrive ma anche per chi studia. L’idea di base è che il comportamento determina la qualità del lavoro e un lavoro che ci soddisfa ci fa sentire senz’altro più appagati e, di conseguenza, cresce l’entusiasmo e si hanno più idee e progetti. Inoltre il tempo di qualità lo hai anche con la tua famiglia, la tua casa e, perchè no? il corso di yoga piuttosto che l’ora in palestra. Niente viene procrastinato e tutto trova uno spazio dedicato.

Come funziona il metodo kitchen timer

Il metodo si basa sulla qualità e non sulla quantità di tempo, quindi quello che ci serve è un timer da cucina, ma la sveglia del telefono andrà benissimo, un’agenda o un quaderno e, ovviamente, un progetto su cui lavorare.

Come cominciare

  • Il giorno prima decidi quanti blocchi da un ora vuoi dedicare al progetto. Non esagerare per non rimanere poi delusa se non ce la farai a mantenere l’impegno, anche una sola ora può andare bene, e segna gli orari nell’agenda 
  • Entra nel deep work state, ovvero dedicati esclusivamente al tuo progetto. Durante l’ora del kitchen timer spegni i telefoni e niente messaggi. Chiunque sia in casa deve collaborare, se tu rispetti l’ora del K.T. lo faranno anche gli altri. Se vuoi della musica di sottofondo scegli qualcosa senza testi cantati che possono distrarti, meglio se usi white noise, suoni della natura, musica a 432 hz che aiuta moltissimo la concentrazione oltre ad eliminare lo stress.
  • Puoi usare l’ora anche per raccogliere dati e fare ricerche che ti serviranno per il tuo articolo o, se devi scrivere una recensione, per scattare le foto al prodotto 
  • un blocco più breve serve per pianificare il lavoro per il giorno seguente. Il tempo necessario lo decidi tu, anche 15 minuti sono sufficienti

Ok, si parte! Il giorno dopo, all’ora che hai stabilito precedentemente, comincia il lavoro. Segui il tuo programma alla lettera, soprattutto nie primi giorni ti servirà anche per capire se l’organizzazione che hai deciso è giusta o ha bisogno di modifiche. Finito un blocco di tempo, chiudi tutto anche se non hai finito. Se hai previsto un altro blocco, fa comunque una pausa per un caffè, un tè o quello che vuoi. Non perderai la concentrazione sul lavoro ma la mente avrà così modo di rilassarsi un po’, se così si può dire. La concentrazione e l’attenzione hanno dei limiti di tempo, in media 45 minuti, poi il cervello rallenta. Facendo una pausa, quando comincerai il blocco seguente sarai più produttiva.

Pianifica in modo adeguato 

L’obiettivo deve essere facile, non creare ansie e impossibile da fallire. Lascia perdere le sfide con te stessa, fare questo tipo di lavoro lo è già di suo. Metti in conto che lavorando in questo modo la mente è più concentrata del solito e si stanca. Per dirla meglio: se all’inizio del lavoro avevi mille idee e la testa andava a palla, qualche blocco più avanti sentirai un calo notevole e faticherai anche a trovare parole e sinonimi (santo Google!).

Se per stanchezza non riesci a finire i blocchi che avevi programmato, semplicemente ne avevi pianificati troppi. Non avere sensi di colpa e non abbatterti, probabilmente presa dall’entusiasmo hai sopravvalutato il tuo limite di attenzione. Un ora concentrata è molto più produttiva, non pianificarne tanti e fai una cosa alla volta. E’ sicuramente meglio lavorare un po’ tutti i giorni che tante ore in un giorno e niente nei giorni seguenti. I primi tempi saranno utili per capire quanti blocchi puoi pianificare e come organizzarti al meglio in caso avessi delle scadenze. 

Congratulati con te stessa

Quando avrai concluso l’impegno programmato per la giornata, congratulati con te stessa per il lavoro fatto e spegni il PC. Da quel momento avrai tempo per te, i tuoi hobby, la tua famiglia e la tua casa con la mente molto più leggera e, sicuramente, sarai molto più soddisfatta di te. Scommetto che troverai anche la voglia di andare a fare una passeggiata o iscriverti a quel corso che ti interessa così tanto!

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Lavorare da casa: come organizzarsi
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Lavorare da casa: come organizzarsi
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Beata te che lavori da casa! mi dicono ogni tanto. Certo, ma è tutto oro ciò che luccica?
Stefania Gatta

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33 commenti

  • Ciao cara questi consigli per me sono utilissimi. Lavoro a tempo pieno in una residenza per disabili e part time mi dedico al pc ma ci sono giorni in cui le cose da fare sono tante e non so organizzarmi

    • guarda, l’idea dei blocchi è semplice ma efficacissima. prima che la provassi non riuscivo ad incastrare le cose, mi mancava tempo per me e non riuscivo a seguire i miei hobby, adesso riesco ad incastrare tutto e avere anche tempo libero. mi sono pure iscritta a un paio di corsi, cosa che rimandavo perchè “non avevo tempo” 🙂

  • Anch’io lavoro da casa e come dici tu, mi manca un pò il dover uscire tutte le mattine, avere degli orari fissi e curare l’abbigliamento. Al contrario, ho una vita mena stressante, più flessibilità e faccio ciò che realmente mi piace. Se non finanziariamente, ho guadagnato in salute…

    • quello sì, manca questo e il rapporto diretto con le altre persone. se penso a quanti anni ho passato a urlare in macchina per sfogarmi dal nervoso che avevo a causa di colleghe idiote che me ne hanno fatto passare di tutti i colori… mamma mia! ci lamentiamo delle colleghe blogger disoneste ma niente supera l’acidità che trovi in certi ambienti (danza e palestre)

  • sono davvero colpita da questo post e dalle terribili verità che hai citato. Lavorare a casa è perfetto per tanti motivi ma alla fine si trascura noi stesse che ci adagiamo e accontentiamo di una mise più sportiva e non riusciamo più a staccare, la vita vera dal lavoro che ci assorbe.

    • il “tanto non mi vede nessuno” è deleterio non solo per l’aspetto fisico. se non ci si da una regolata l’abbruttimento è da mettere in conto e purtroppo rischia di diventare una tendenza non sana prima di tutto nei confronti di noi stesse

  • Sicuramente il problema della distrazione è il numero uno per chi lavora da casa, l’ho notato anche io che comunque lo faccio raramente. Soprattutto per noi donne è scontato fare più cose assieme! Per concludere qualcosa mi impongo anche io un planner da rispettare, anche se… tradizionale!

  • Che belli questi consigli! Li trovo davvero utili, in quanto in questo momento sto lavorando (anche se poco) da casa e riscontro spesso problemi di concentrazione. Non ero proprio a conoscenza del metodo Kitchen Time, e ne sono già fan!! Da lunedì lo metto in atto, e cercherò di seguirlo alla lettera e di essere più produttiva 🙂

  • Questo post è finito dritto dritto nei miei preferiti!
    Mi sarà super utile per mandare avanti un blog e un lavoro a tempo pieno di 9 ore al giorno. So già che il metodo KT sarà la svolta della mia vita! 😉

    Grazieeeeee!

  • Questo post merita di essere approfondito e riletto con attenzione. Lavoro come freelance da un paio d’anni e vado a fasi alterne: a volte mi sembra un sogno, a volte mi sembra un incubo. La cosa peggiore è quella di non staccare mai . L’idea di una postazione in un coworking space non mi dispiace: devo capire se esiste anche qualcosa di simile dalle mie parti.

    • vero, la testa sicuramente non stacca mai. una ragazza che conosco ha creato insieme ad amici una sorta di ufficio condiviso appena fuori Bologna, hanno affittato una casa e ognuno ha una stanza/ufficio personalizzata. è il coworking più allegro e colorato che abbia visto, bellissimo lavorare così!

  • Io ho sempre problema per organizzare perfettamente le mie settimane e tra lavoro, hobby e la famiglia a volte vado in disperazione facendo tutto sempre all’ultimo momento.
    Grazie per i validi consigli, spero di poterli introdurre nella mia vita.

    • l’ho provato incuriosita più che altro che sia stata la mia amata Lorelai a studiare questo metodo, funziona sai? sembra una cavolata ma avere un campanello che ti mette degli stop è utilissimo per incastrare bene le cose

  • Sono tre anni che lavoro da casa e si confermo tutto quello che hai detto! Vita personale e professionale si mescolano. Mentre sei a casa che lavori i parenti vengono a interromperti, e spesso ci si stressa più che in ufficio! Purtroppo dove abito io non ci sono coworking 🙁 altrimenti penso che avrei optato per questo.

    • vero? entrano ed escono da casa e non si rendono conto che stai lavorando. da me ci sono un paio di coworking a prezzi assurdi, uno poi è un ex ufficio di non so cosa, ha ancora i mobili dei tempi di Mussolini. come minimo esci depressa da lì! 😀

  • Sarebbe bello poter lavorare da casa un paio di giorni a settimana secondo me. Questo mi consentirebbe di mantenere relazioni esterne, per me fondamentali, ma anche di godermi un po’ di più I miei bambini che in quei due gg potrei prendere prima da scuola, ad esempio. Per il lavoro che faccio però questo resterà un sogno

  • complimenti per il tuo articolo, anch’io tratto questa tipologia di argomenti sul mio blog, trovo molto utile il metodo del timer, che poi ha varie versioni molto simili tra loro (lo puoi ritrovare come metodo del pomodoro). La pianificazione è davvero un tassello importante per l’home working. brava e complimenti articolo semplice e ben fatto.

    • ti ringrazio, la semplicità è più efficace 😉
      sì infatti, ho trovato informazioni anche del metodo pomodoro ma trovo molto più pratico e di comprensione immediata questo. Se la soglia di attenzione ha un limite di 40/45 minuti -a seconda delle giornate anche meno a mio parere- dopo di che si diventa meno produttivi, impostare un timer e programmare il lavoro in base alle reali possibilità è sufficiente per rendere la giornata meno stressante e più costruttiva

  • Assolutamente interessante!! Lavorare da casa è sempre stato molto complicato, ci sono tanti pro e contro. Io credo di aver adottato una via di mezzo…. 4 giorni fuori e il resto da casa se ho “voglia”!!

  • Ottimi consigli davvero. A me quello che manca – avendo una casa molto piccola – è uno spazio lavorativo esclusivo, dove dedicarmi solo a quello. Sto infatti da un pò di tempo cercando una casa con una stanza in più da adibire ad ufficio.

  • Sono full time blogger e lavoro da remoto (non sempre da casa) da diversi anni e devo dire che il metodo kitchen timer è per me del tutto nuovo ma è brillante!! Da provare

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