Perchè i buoni propositi non funzionano?

Il capodanno si avvicina e, come spesso accade, è il periodo in cui si fa un bilancio dell’anno che se ne sta andando. Cose che sono andata bene, altre che invece non sono andate come volevamo, altre ancora inaspettate sia nel bene che nel male. Ci capita sotto mano la lista di buoni propositi che abbiamo scritto un anno fa, ma… quanto di quello che è scritto si è tradotto in  realtà? Spesso la risposta è poco o niente e questo ci rende insoddisfatte e frustrate. Rassegnate.

Ogni capodanno pensiamo che l’anno nuovo porterà tutti i cambiamenti che non abbiamo potuto ottenere in quello precedente, siamo ispiratissime e sicure che tutto cambierà. Se l’anno che si sta chiudendo ci ha portato sofferenze e insoddisfazioni, capita di avere un’atteggiamento quasi di sfida. Ma dove va a finire tutta l’ispirazione e l’entusiasmo? Perchè dopo soli 2 o 3 mesi quasi al totalità delle persone abbandona e dimentica i buoni propositi scritti con tanta convinzione solo pochi mesi prima?

Ma perchè i buoni propositi non si avverano?

perchè i buoni propositi non si avverano

Le risposte a questa domanda sono molte. E’ un discorso che andrebbe approfondito perchè non riguarda solo i buoni propositi di fine anno, vale per qualsiasi obiettivo abbiamo in mente di raggiungere. Oggi vedremo solo qualche punto utile a stilare una nuova lista che però questa volta porti a dei risultati concreti.

Una prima spiegazione sul perchè non funzionino i buoni propositi possiamo già trovarla nelle parole buoni propositi cioè le buone intenzioni. Le parole hanno un peso e un significato ben preciso e hanno  influenza sulla nostra mente. La parola intenzione significa che siamo sì disposti a fare qualcosa, ma non c’è azione, c’è solo “l’idea di”. Avere l’intenzione di imparare il giapponese non significa agisco e organizzo le mie giornate affinchè possa frequentare un corso di giapponese. 

Capita la differenza? Mi spiego…

I buoni propositi sono desideri che vorremmo si avverassero ma l’atteggiamento mentale assunto mentre li pensiamo o li scriviamo spesso risulta passivo, cioè privo di azione. Alla fine risulta solo una lista esattamente come quella per la spesa (che puntualmente dimentico a casa), non un progetto con un obiettivo finale. Un progetto, infatti, è attivo perchè richiede elaborazione e azione da parte nostra, siamo attori protagonisti e registi di un percorso che porta ad un fine. Fare una lista con la mentalità dei buoni propositi significa rinviare al futuro il momento in cui ci metteremo in azione: “oggi lo scrivo ma lo faccio domani”. Questo è un’atteggiamento mentale/corazza che indossiamo per paura di uscire dalla nostra zona comfort. Agire implica coraggio di cambiare e uscire da questa zona che conosciamo molto bene e, anche se ci rende insoddisfatte, ci da sicurezza.

Attenzione ad un’altra cosa: verifica se questi buoni propositi non siano influenzati dall’ambiente. Anche i social ormai sono da considerarsi ambiente e hanno un peso enorme sulle nostre decisioni e comportamenti. Il problema dell’influenza da parte dell’ambiente è che ci spinge a desiderare cose, situazioni e assumere nuovi atteggiamenti che sono molto distanti dalla nostra vera natura. Il risultato è che si recita una parte molto diversa da noi stesse (ma è in tutto e per tutto identica a mille altre) e prima o poi il personaggio crolla.

perchè i buoni propositi non funzionano

Che cosa evitare nei nuovi obiettivi?

Scrivere è un’azione molto potente. Fissare nero su bianco pensieri e obiettivi, crea forme pensiero che possono influenzare in maniere positiva o negativa la nostra mente. Ora va molto di moda chiamarlo mindset che in sostanza significa mentalità o settaggio della mente. Noi agiamo seguendo il nostro mindset, quindi ci sono accorgimenti da assumere durante la scrittura degli obiettivi in modo tale da avere effetti migliori.

Vediamone alcuni:

  • Devono essere obiettivi che riguardano solo te. Possono esserci persone che in qualche modo vengono coinvolte nel percorso, ad esempio ho un obiettivo di lavoro e ho bisogno di persone che abbiano delle competenze che non ho (web master, grafico ecc.) quindi è corretto “voglio creare un team di professionisti”, ma il “voglio che lui/lei faccia…” non è corretto. Anche il gettonatissimo “voglio fidanzarmi con X” non va affatto bene. 
  • Usare il condizionale. Una lista di “vorrei” dice alla nostra mente che ci piacerebbe tanto che quei desideri si avverassero, ma che aspettiamo che qualcuno ci faccia la grazia. Usare il condizionale significa insicurezza sia di sé che nel desiderio stesso. Non crediamo nella nostra capacità di realizzarlo, non ci si sente all’altezza e si scarica la responsabilità del mancato successo agli altri, al destino, a Dio o all’Universo. 
  • Scrivere propositi umanamente irraggiungibili o in qualche modo nocivi. Dimagrire 10 kg in un mese è senz’altro possibile, ma a quale prezzo? 
  • Utilizzare il NON. Se desideriamo evitare situazioni o atteggiamenti è sicuramente meglio scrivere esattamente cosa vogliamo anziché cosa evitare. Non voglio essere timida andrà quindi sostituito con un più efficace voglio essere più sicura di me. E’ inutile dirci ogni giorno cosa non vogliamo. Oltre ad essere una perdita di tempo, abbiamo sempre il pensiero fisso su qualcosa che non si vuole. Tra l’altro il cervello con computa la negazione, quindi puoi scrivere tutti i non che vuoi che lui li percepisce al contrario. Non pensare all’elefante rosa è l’esempio che si fa di solito. Anche solo per una frazione di secondo l’hai visto l’elefantino rosa, giusto? 
  • Mancanza di chiarezza e giri di parole inutili. Dritti e diretti al punto! Spesso si scrivono un sacco di parole non necessarie come a voler giustificare a se stessi il perchè si desideri quella cosa. Sai bene il perchè. Giustificare il proprio desiderio significa solo avere dei sensi di colpa o pensare di non meritarlo.

Scegli e accorcia la lista

come scrivere la lista dei buoni propositi

E’ normale desiderare molte cose ma per far sì che i buoni propositi per l’anno nuovo abbiano successo, devi necessariamente fare una scrematura e scegliere quelli davvero importanti. In questo modo potrai focalizzare le tue energie su poche cose significanti e agire nel modo giusto e far diventare i tuoi desideri un progetto.

Alcune voci non serve inserirle nella lista, basta un’agenda e fissare una sorta di programma settimanale o mensile. Alcuni degli esempi che posso farti sono le diete o un regime alimentare diverso, l’attività fisica o anche solo prendersi del tempo per se stessi. Soprattutto per l’alimentazione e l’attività fisica è meglio andare per gradi per evitare di mollare anzitempo. Sono cose che hanno bisogno di entrare nella nostra routine con calma in modo da diventare una nuova abitudine. Se sei sedentaria non puoi di punto in bianco fare attività fisica tutti i giorni, allo stesso modo se vuoi cambiare tipo di alimentazione è meglio andare per gradi così che il corpo e la mente si abituino dolcemente al cambiamento. Gli stravolgimenti improvvisi non piacciono a nessuno.

Come scegliere i desideri per l’anno nuovo

Per avere tutto più chiaro puoi scrivere di getto tutti i desideri che ti passano per la mente. Non avere fretta, puoi impiegare anche diversi giorni per scriverli tutti e se il primo gennaio non hai ancora fissato la lista poco male. Il tuo anno comincerà in un giorno diverso. 

Quando avrai finito di stilare la lista, rileggila e ragionaci su. Troverai senz’altro alcuni desideri ridondanti tipo voglio diventare ricco e voglio guadagnare Xmila euro al mese oppure voglio una vita sociale più vivace e voglio essere più espansiva. Ne troverai altri che invece sono una conseguenza al raggiungimento di un obiettivo.

Screma fino ad individuare quali sono i desideri chiave, cioè quelli che una volta raggiunti possono sbloccare tutta una serie di altre cose, e quelli fondamentali come ad esempio riuscire a laurearti entro una certa data. Togli quelli da inserire in agenda come dicevo più sopra, e a questo punto ti renderai conto che la lista è davvero breve. Non sono poi così tante le cose che contano davvero.

Come scrivere la lista degli obiettivi per il nuovo anno

Una volta che abbiamo tutti i desideri ben chiari cambiamo strategia cominciando a chiamarli obiettivi. Senti come è diversa l’energia tra queste due parole? 

Ora non importa quale sia l’obiettivo, importa invece come rapportarsi ad esso. Come abbiamo visto, l’obiettivo deve essere personale cioè riguardare solamente noi perchè il potere di cambiare le cose è esclusivamente nostro. Se il nostro modo di essere e di conseguenza agire dipendono dal nostro mindset, quando la nostra vita non rispecchia ciò che desideriamo dobbiamo cambiare proprio il modo di pensare, perchè tutto avverrà di seguito. Per la stragrande maggioranza delle persone il mindset è sarò felice quando avrò… oppure sarò felice quando diventerò... che tradotto significa che quando avrò quello che desidero allora potrò essere. Avrò quindi sarò. Quando perderò i kg in più allora potrò indossare i vestiti che mi piacciono, avere relazioni soddisfacenti, essere più bella. Lo senti che c’è qualche nota stonata in questo ragionamento? 

Noi manifestiamo ciò che siamo, con questo mindset nello stato presente esprimiamo insoddisfazione, delusione, sofferenza, rifiuto. Come si può pretendere che l’ambiente ci risponda in modo diverso? 

cambiare se stessi

Invertire lo schema

Invertendo lo schema in sono quindi ho, da notare che è scritto al presente e non al futuro, ci si rende presto conto che l’ambiente risponde in modo differente. Gli obiettivi per il nuovo anno vanno letti e ripetuti nella mente il più possibile, questo inizialmente cambierà il mindset di cui sopra ma soprattutto andrà ad influenzare la tua mente inconscia modificandoti in modo tale che riscontrerai un cambiamento positivo in te stessa e nel tuo ambiente. Tutto questo ti porterà verso il raggiungimento dell’obiettivo con molte più soddisfazioni.

Invece di focalizzarsi sul risultato che si vuole ottenere, bisogna capire le qualità personali che servono per raggiungere l’obiettivo. Invertire il senso delle frasi che avresti scritto con il vecchio modello può essere di grande aiuto. 

Per l’esempio della perdita di peso fatto prima, il nuovo obiettivo sarà:ho a cuore me stessa e mi prendo cura di me, sono una persona gioiosa, sono attiva ecc. Conseguentemente a queste affermazioni,seguiranno delle azioni in modo naturale, quindi non in modo forzato come “da domani dieta ferrea e sport tutti i giorni” che la mente tenderà a contrastare con tutte le sue forze. Il nuovo modo di rapportarsi al problema da risolvere o all’obiettivo da raggiungere sarà più leggero, privo di frustrazione e la mente tenderà ad assecondare questo nuovo modo di affrontare le cose, di conseguenza non creerà attrito e non ti saboterà (leggi: trovare scuse per non fare qualcosa).

Ci si accorgerà che l’obiettivo è raggiunto se non superato e noi siamo davvero persone diverse, gioiose, socievoli ma non perchè siamo dimagrite, ma perchè siamo profondamente cambiate in meglio.

Perchè i buoni propositi non funzionano

Ecco in sostanza perchè i buoni propositi non funzionano: siamo concentrate sulle circostanze, sui problemi e su quello che ci manca ma non su noi stesse. Le circostanze cambieranno nel momento in cui cambieremo il nostro modo di vederci e di agire che, come abbiamo visto, è una diretta conseguenza. 

Se hai letto qualche testo o partecipato a corsi o visto qualche video sulla crescita personale, spesso si parla di manifestare abbondanza. E’ un concetto difficile da comprendere se prima non è chiaro il concetto che tutto parte da noi. Quindi ESSERE NEL QUI E ORA la persona che si vuole diventare è la chiave che apre le porte dell’abbondanza.

Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di leggere Neville Goddard, puoi trovare i suoi libri anche in pdf a pochissimi euro. Soprattutto negli ultimi anni sono apparsi un’infinità di personal coach, guru, scrittori, studiosi… ma io ti consiglio Goddard perchè è diretto, va dritto al punto senza inutili giri di parole. 

L’argomento è molto affascinante e vasto, per ora mi fermo qui .

Buon lavoro! 😉 

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